NEW «SCOTTOJONNO»: PROPOSTA BIBLIO-GASTRONOMICA E SCOMMESSA CULTURALE

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Il libro sospeso, il book crossing, 2000 tomi borbonici in 600 metri quadri su tre livelli, un’app e 50 “curiosity qr-code”: si chiama Scotto Jonno ed è il neonato biblio-ristò tra caffè letterario, libreria diffusa e design bistrot.

Ha appena ufficialmente aperto i battenti nei vecchi locali della Tesoreria Comunale in Galleria Principe di Napoli ma già promette tanto e bene, anzi benone.

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Benaugurali la presenza e gli auspici del Sindaco Gaetano Manfredi, dell’editore Diego Guida, che ne ha coadiuvato la bibliografia, di Paolo Giulierini, direttore del Mann, e di Maurizio De Giovanni, che ha raccontato l’importanza dell’esperienza sinergica e osmotica tra passato e presente della cultura partenopea nelle sue più ampie coniugazioni, ben più importanti dell’odierna proposta ludica o gastronomica meramente turistica.

Idea e iniziativa sono di Luca Iannuzzi, imprenditore lungimirante e visionario, già conduttore del Nabilah, day&night beach park sul litorale Flegreo, e dell’Archivio Storico, rodato risto-cocktailbar del Vomero.

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Pitstop pandemico a parte, ha lavorato per alcuni anni con convinzione caparbia e piglio creativo a un progetto nient’affatto ordinario di riqualificazione territoriale, recupero storico-architettonico e soprattutto proposta culturale di quartiere all’interno di quello che tra Palazzo Reale e Capodimonte è definito il “miglio d’oro della cultura”, posizionandoisi al centro del triangolo di Museo Archeologico, Accademia Bellearti e Conservatorio.

Dall’entertainment e la ristorazione, ha deciso così di ampliare la sua passione d’impresa con la proposta culturale oltre una “libreria diffusa”: esposizione d’arte, area lettura e ludoteca, musica e canto, teatro e caffè chantant, tea room ed enoteca, bistrot e caffetteria tradizionale.

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Eugenio Tibaldi è l’artista torinese che ha meticolosamente curato il restyling dei 12 ambienti in un vero e proprio viaggio onirico da fine ‘800 ai giorni nostri, partendo come lui stesso ha detto dalla struttura primo ‘900 del banco bar che ha incorniciato con due enormi aironi in bronzo, passando per la ricerca dei quadri distribuiti ovunque, le librerie e le suppellettili liberty, le sedute, i tavoli e i complementi disegnati ad hoc, i parati in seta di San Leucio o i lastroni dei pavimenti a scacchiera in tinte attenuate.

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Riprendere, rilanciare, riusare, recuperare, rinascere, riproporre e restituire: i must di Iannuzzi che già promette ed annuncia nuovi progetti a breve termine.

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Testo e foto di Salvio Parisi

 

 

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