Una pizza possibilmente poetica..

..E chi se li scorda i profumi dal forno della nonna, quei rumori di piatti e mestoli in cucina, i sapori della tavola di domenica e l’odore di legna?

Ogni tanto li ritrovi in giro, a cena fuori o a casa di qualcuno: che suggestione di godimento!

Facile scrivere “pizzaioli per passione”, ma Federico Guardascione in quel di Bacoli usa davvero il sentimento nel far rivivere i vecchi metodi e gli ingredienti della cucina nostrana e della pizzeria di un tempo: recuperare prodotti, lavorazioni e utensilerie old fashion è una scelta precisa.

E se l’è confezionato bene Il colmo del pizzaiolo: un risto-pizza vicino al mare (e al laghetto di Bacoli) col look e l’ospitalià casarecce 🙂 , ma con gusto minimale e tanto di opus reticulatum su una parete interna!

Nell’ampio menù si leggono singolari curiosità: la farina macinata a pietra, gli impasti ultralievitati ai cereali o alla zucca e una lista-tributo con pizze suggerite dagli amici chef di noti ristoranti flegrei.

«Faccio io?» ci ha chiesto al momento dell’ordinazione. Ed ecco una pizza intitolata “Sua Eccellenza” col pomodoro superiore di Corbara, poi la “Gorgo-miele” con zola alle noci e miele d’arancio, pancetta, provola d’Agerola e fiori di zucca a fine cottura e ancora quella scura impastata col nero di seppia e condita con trito di cozze & sconcigli e per finire la “Abraxas” a 4 mani (si fa per dire) con Nando Fresh Salemme, patròn dell’omonima osteria allo Scalandrone, fatta con scarola e pesto di acciughe. Emozionante.

Ho lasciato un commento sul suo diario fb: «Mai assaggiata più leggera: palato in festa, sapori come quand’ero bambino! Grazie, Guardasciò!»

Ah, a proposito ..il nome “Il colmo del pizzaiolo” è affettuosamente ispirato a sua moglie Margherita, che peraltro è l’autrice di ogni incredibile dessert in carta (..assaggiare per credere)!

 

di Salvio Parisi

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