“PRET À GOURMET” // Street style VS street food

«Pret à Gourmet» lo spazio F&F di parallelo tra look e tavola, curato da Novella Fumo: umori e sensazioni di una blogger in bilico tra vestire e mangiare.

Le collezioni di stagione “versus” gli ingredienti o le pietanze di stagione e non solo: fil rouge tra capisaldi della moda e quelli della cucina e l’enogastronomia eccellenti!

Fashion & food, due mondi più vicini di quanto s’immagini.

“Cosa mi mangio?” & “cosa mi metto?”: confronto senza esclusione di battute!

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Se questo post potesse avere una colonna sonora, sarebbe di sicuro il Requiem di Mozart, perché solo sul quelle note posso annunciare la prematura dipartita dei miei buoni propositi. Tecnicamente si tratterebbe di un aborto, perché nel 2018 ho deciso di stroncarli sul nascere: tempo e risorse sprecate, sarebbero morti comunque, sfiniti e affranti ma soprattutto traditi dalla mia distrazione, dalla necessità o debolezza.

Con la stessa disinvoltura di chi va incontro a un esame senza aver studiato per niente, so già che anche quest’anno alla prova costume sarò ripetente: pazienza.

Tanto vale fare spazio nell’armadio delle buone intenzioni, ormai stracolmo di abiti (mentali) ancora con il cartellino. E visto che una delle strategie vincenti per un perfetto cambio di stagione, anche quando si tratti di una stagione della vita, è il principio In&Out (per ogni capo che esce, uno può entrare) mi tocca uscire a fare shopping di nuovi cattivissimi propositi che mi portano inevitabilmente in strada.

La strada del cibo, dello street food che schivo come superman con la criptonite, ma che continuo a desiderare senza sosta ogni volta che anche solo di passaggio le mie narici ne “agguantano” il profumo.

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1.

La strada della pizza fritta, gustosa e ricca come quella della Masardona, è una delle tentazioni alle quali sarà più facile cedere a partire da marzo quando aprirà il suo secondo “tempio” in piazza Vittoria;

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2.

la strada della pizza morbida, ben lievitata e col pomodoro dolce come quella dei tranci di Gourmeet, è ormai una droga da cui non intendo disintossicarmi.

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3.

E il cuoppo delle Friggitoria del Vomero? Scodinzolo ogni volta che chiedo “due euro e mezzo” di fritturine miste, calde e succulente.

Le conseguenze dell’amore per il cibo sono scontate: il mio senso di colpa latente prenderà peso, ma sarà bilaciato da un forte dimagrimento dei rimpianti. La mia nuova condotta alimentare all’insegna della concessione contro la privazione avrà un effetto inevitabile sui vestiti che indosserò, privilegiando anche in questo caso lo street style a cominciare dai maglioni di questo periodo più freddo.

Un perfetto stile mix&match tra confortevolezza avvolgente e ultimi flussi del fashion è quello che mi ci vuole: colorati tricot oversize,

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4.

soprattutto se in pairing con gonne a matita o semplici jeans no silhouette, mi daranno un’allure contemporanea e versatile, disinvolta ma non troppo Bridget Jones!

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6.

I pantaloni a vita alta mi piacciono molto, ma li porterei a testa bassa. Allora meglio dei pants lower cut o baggy denim, comodi e senza costrizioni.

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5.

Tra i cattivi propositi non c’è ancora quello di partecipare come protagonista ad una delle puntate di «Vite al limite» in cui la cosa più al limite del buon gusto è la pessima tintura dei capelli del Dottor Nowzaradan: desidero allentare solo un po’ la presa, oltre che la cintura.

 

di Novella Fumo

 

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